giovedì 5 febbraio 2015

Arte terapia: essere mamma all'estero

stralci da Monaco di Baviera (2000-2004)

Ebbene sì: tra il 2003 e il 2004 mi ritrovai a dover ammazzare il tempo prima e dopo l'arrivo di Valerio, il primogenito della mia piccola covata ;-) Ossia: non solo le settimane - che mi parvero lunghissime - precedenti il parto, ma anche i primi mesi di vita del pupo. 

Ma come, direte voi?, i neonati danno un sacco da fare. 

Ebbene, il mio era sicuramente un'eccezione - infatti con il secondo mi sono ricreduta alla grande; la terza gravidanza, invece, è stato un colpo di testa alla Zidane.
Il pupo, dicevo, era di una bontà rara; anzi, col senno di poi direi che era affetto da ipersonnia - tradotto: due sieste di 2 ore e mezzo l'una, la mattina e il pomeriggio!
Insomma: vista la mia iperattività e la noia dovuta alla forzata inattività (scusate il gioco di parole), urgeva un'attività rigorosamente extra-domestica.

Indian summer bavarese
Non solo: trovandomi a 900 chilometri da casa, senza amicizie solide e costretta (v. meteo bavarese) a rimanere sempre nel bilocalino con vista su palazzine grigio topo, avevo anche il bisogno impellente di incontrare altra gente e scambiare due parole - attività che, se non praticata con regolarità, crea gravi scompensi in noi italiani. 

Un'amica mi parlò allora di arte terapia... la cosa mi suonò subito bene!


Il corso di pittura, che si svolgeva a Monaco, era frequentato soprattutto da casalinghe, qualche studentessa e svariati pensionati (molto) arzilli. Gente che aveva voluto provare l'esperienza dell'arte terapia per i motivi più disparati - stress, ansia, gravidanza, o semplice curiosità. 
Il lato positivo di quell'esperienza non fu tanto il fatto di dipingere e scambiare le (vitali) quattro chiacchiere, quanto di riuscire a distrarmi dalla gravidanza e pensare a me stessa come persona - e non solo come futura mamma. Basta con i manuali su gravidanza, allattamento, dieta post-partum e pappe perfette: potevo finalmente fare qualcosa solo per me!

Infatti, un problema che abbiamo noi expat - e noi mamme italiane in genere - è che spesso investiamo troppe energie nella famiglia e nella cura del nido, dimenticando di guardare cosa succede là fuori. 

Dico male?


Girasoli a -15°C

Cos’è  l’arte terapia?

L’arte terapia (o arteterapia) nasce intorno agli anni '50 negli Stati Uniti come supporto nella cura di forme psichiatriche gravi. 
Le fondatrici della arte terapia sono Margaret Naumburg (1947) e Edith Kramer (1958): per la prima il prodotto artistico è uno strumento d’accesso all’inconscio e ha pertanto un fine diagnostico. La Naumberg, dal canto suo, ritiene che il processo creativo sia già di per sé uno strumento terapeutico - di conseguenza l'arte è considerata come una terapia.

Solo in seguito l’arte terapia si è diffusa in svariati campi (pedagogico, relazionale, ludico e terapeutico) e numerosi sono oggi suoi contesti applicativi: si va dalla terapia e riabilitazione al miglioramento della qualità della vita.

In arte terapia, l’espressione artistica ha lo scopo di favorire la salute e la guarigione: ci si concentra infatti non tanto sul prodotto artistico finale – non è necessario saper disegnare! - quanto sul processo creativo in sé: ciò che conta veramente è insomma creare, esprimersi.

L’arte terapia permette inoltre di aumentare la consapevolezza di sé e acquisire consapevolezza delle emozioni legate alla presenza di un altro individuo dentro di sé - ecco perché è particolarmente indicata in gravidanza...
L’utilizzo dei vari materiali artistici - tempera, collage, pastelli, pennarelli, ecc. - consente di attuare un’esperienza che coinvolge occhi, mani, intelletto e cuore e che, grazie alla trasformazione della materia, mette (simbolicamente) in atto la nascita. 

L’arte terapia può aiutare le persone – sia affette da patologie o disturbi, che “normali” – a esprimere ed elaborare le proprie emozioni, affrontare i conflitti e ritrovare fiducia in sé. 


Si tratta quindi di un modo per incontrare se stessi e ritrovare il benessere psicofisico.



Link su gravidanza, maternità all'estero e arte terapia:
artecometerapia.it 
cure-naturali.it
post-partum.it
nostrofiglio.it 
mammamondo.net


2 commenti:

  1. Quest'anno lo sai lavoro sul sostegno e al Liceo Artistico c'è una collega, che avevo già conosciuto ad Orvieto, che può definirsi veramente un'artista!
    Per inserire questi ragazzi un po' problematici, ha creato un laboratorio di pittura dove si può creare liberamente seguendo lo step proposto dalla professoressa, tipo: colori caldi, etc......ebbene l'ultima volta che ho accompagnato i miei alunni, Simone, uno di loro, ha detto :"però sarebbe bello se anche la prof Roberta disegnasse".....e così è stato................ho trascorso l'ora più bella da quando ho iniziato l'anno scolastico....stendere quei colori, mischiarli alla ricerca della sfumatura più bella è stato elettrizzante!!!! Credo che a breve mi comprerò tempere e pennelli, solo per il riassaporare quell'emozione!!!!
    Roberta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara cugina grazie mille per questo bel commento! Hai centrato in pieno: l'arte-terapia fa bene a tutti perché permette di scaricarsi, senza pensare al risultato (che è del tutto secondario). Baci a presto!!

      Elimina

Chi lascia un commento vince un caffè!