lunedì 4 maggio 2015

Fare spesa in Francia: corso accelerato/scellerato

L'avevo promesso e finalmente eccolo - il post su come fare (e non fare) spesa in Francia. Ma, soprattutto, sui numerosi e onnipresenti rischi per L&P (linea & portafoglio). 
Seguitemi e facciamo spesa insieme!


Qualche consiglio "pre-spesa":
  1. Uscite sempre a stomaco pieno. Lo so, è la scoperta dell'acqua calda, lo sa pure Rosanna Lambertucci, però io ve lo dico con il cuore in mano: non uscite MAI-never-jamais-nie a fare spesa prima dei pasti. Quindi, dopo esservi fatti un panino al salame-spaghetti alla carbonara-scaloppine panate con patate arrosto e aver bevuto un bel caffè chiudipasto, fate questo:
  2. Prendete due pennarelli di quelli cicciuti e compilate una lista dettagliata e bicolor. Mi spiego: foglietto verde per gli articoli non pericolosi, foglietto rosso per gli alimenti calorico-colesterol-glicemico-ingrassanti. A titolo puramente esemplificativo:

Bene bene. A questo punto avete lo stomaco pieno e la lista pronta. Ergo: vi sentite invulnerabili, incorruttibili, inespugnabili. 
Perfetto: potete inforcare la vostra spider e dirigervi verso il supermercato di fiducia.

Ed eccoci ai consigli "in-spesa"

Entrate nel supermercato brandendo i vostri bei foglietti bicolor e cercando di alternare con zelo i prodotti della lista rossa a quelli della lista verde. Tanto per cominciare, snobbate tutti i reparti ad alto tasso di pericolosità (v. foglietto rosso) e rivolgete lo sguardo verso il  variopinto, salutare, vitaminizzante banco della...

FRUTTA E VERDURA - allora sent'ammé, come diceva la mia amica Maria Flora: per i prodotti freschi sconsiglio vivamente le grandi catene di supermercati tipo Casino/Carrefour nonché i negozietti-finto-conviviale in genere (Vival, petit Casino, ecc.), mentre piazzo un bel semaforo verde sugli hard discount come DIA (marca low cost di Carrefour). Qui troverete prodotti freschissimi e di buona qualità, oltre a varie sorpresucce di importazione - della serie pasta Garofalo, pelati BIO italiani, ceci fantastici del Maghreb, cioccolato alle nocciole Novi , ecc. 
Ecco un'immagine chiarificatrice:

Ed ecco la verdura di DIA hard discount. 
Piccola nota pettegolissima: vi rendete conto che qui molta gente non va negli hard discount perché frequentati da clientela... troppo proletaria?
 
Voilà: avete barrato già un bel po' della vostra brava lista verde, quando ecco appropinquarsi la fase più temuta (e non la sola, ahimè): la capatina nel reparto dei...

FORMAGGI - perché dico capatina? Perché qui dovete puntare tutto sulla velocità. Guai a oltrepassare i 4 minuti e 55 secondi di permanenza.  Me lo dovete giurare. Il motivo è lapalissiano: state per essere catapultati nel girone più periglioso dell'Infevno alimentave fvancese (che avrà puve la evve moscia ma non è in nessvn caso meno letale di quello italiano). 

Mi spiego, anche se sapete già TUTTO: in Francia esistono circa 300 tipi di formaggi, il Sud in particolare è famoso per gli chèvres - i formaggi di capra, buonissimi e puzzolentissimi, ma anche estremamente calorici. Ciò significa che il vostro stoicismo sarà messo a dura prova.

Se però volete sbizzarrirvi con i formaggi, vi consiglio di uscire velocemente dall'hard discount di cui sopra e svicolare come lepri in una delle fornitissime catene tipo Casino, Carrefour, ecc. Solo qui, infatti, troverete un vasto - direi illimitato - assortimento per tutti i palati. E dico tutti (purtroppo).
Ecco un classico banco di chèvres a pasta molle di Géant Casino, tutti buonissimi. Occhio: i prezzi sono abbastanza salati; si arriva addirittura a 3€ per una formina da 150-200 g, per cui fate due conticini prima di lanciarvi. 
Se invece preferite i formaggi a pasta dura, eccovi serviti:
Si tratta spesso di specialità corse o dei Paesi baschi e che hanno la consistenza del nostro pecorino o caciotta, per intenderci. E sono - ahimè - buonissimi anche questi. 

Altra nota interessante: le grandi catene hanno sempre il Parmigiano Reggiano - prezzo medio 23-26€ al kg. Non solo: spesso la commessa vi chiederà se volete veramente così tanto parmigiano (sottintendendo: ma non ha visto il prezzo Madame?). Ma perchè non si fanno i fatti loro? penserete voi. Ebbene: i francesi quando comprano ad esempio gli affettati, chiedono in genere le fettine, non gli etti (roba da proletari italiani). Come avrebbe detto mia nonna, sono "parsimoniosi".
Allora a questo punto vi direte che, allontanandovi dal banco dei formaggi & latticini potete considerarvi al riparo da ogni tentazione salato-calorica. 

Sbagliato.

Non fate i tempo a girarvi che eccovi nel banco dei formaggi da aperitivo - eh sì, possono essere lunghi anche 20 metri, ve lo assicuro (i banchi, naturalmente).

Per fortuna che la foto è sfocata: questi assaggini si aggirano sulle 340 KCAL l'uno e tirano come le ciliegie... ma dove eravamo rimasti? Ah! Se siete onnivori dovrete continuare a spuntare la lista rosso sangue, passando così al banco della...

CARNE - e perché la carne dovrebbe far parte degli alimenti perikolosi per la linea? direte voi. Certo, non è che la carne cruda faccia proprio gola, per cui niente più ipersalivazione selvaggia. 
In compenso, un'altra insidiosa tentazione sta per avvilupparvi in modo inaspettato e very French: i vini.Voi direte: tsé, vino e carne - che c'azzecca? C'azzecca, ecco perché:


Mettetevelo bene in testa: siete in Francia. Potrete raccontare quanto vi pare che l'Italia esporta di più, al francese medio non gliene importa un fico secco: per loro l'equazione è di una semplicità disarmante - vino buono = vino francese. Capite e compatite.
Ergo: nel Pays du vin si dispiegano tutti i mezzi subliminali possibili e immaginabili per incitare il consumatore a comprare una bottiglina della preziosa bevanda. 

Ve lo ritroverete quindi: 
-accanto alla carne
-accanto ai formaggi
-accanto alle salse pronte (v. foto)
-accanto. E punto.
Morale della favola: ovunque andiate ci sarà sempre un vinello ad hoc che occhieggerà ammiccante, seducente, allettante. 
Prezzo medio: 6-8 €. Donde il pericolo perpetuo per il portafoglio (scusate le allitterazioni).

Ma la spesa non è ancora finita.

Eh no. Cosa manca? Vediamo un po'... eh sì, arriviamo alle dolentissime note: la spesa per la prima colazione. Già: magari avete pure dei bambini - ossia lupetti affamati capaci di spazzolare 456 g di biscotti a testa.  
Non c'è scampo: dovete passare nel reparto della prima colazione. E non dite che non vi piace il dolce - anch'io arrivata qui dicevo la stessa cosa. Ma poi, Mannoia docet - come si cambiaaaa.
Passiamo quindi ai cosiddetti...

PRODOTTI DA FORNO - allora, tanto per esser chiari: biscotti&co. sono molto più buoni in Italia. Con un'eccezione, attenzione: i biscotti (e i dolci in genere) al cioccolato
Ecco, se vi piace il cioccolato in Francia siete semplicemente spacciati. Purtroppo non esagero. Troverete infatti una varietà di muffin, merendine, torte e leccornie varie che non ha pari altrove. Ora non chiedetemi come mai i francesi sono tutti così magri, perché sto preparando uno studio che sarà oggetto di un prossimo post...
Occhio alle marche però. Io consiglio Bonne Maman (muffins e madeleines deliziose) e Brossard per i bownies.

Deliziosi, soprattutto i brownies. Ma anche i cookies non sono da meno (foto sopra), solo che contengono molto burro. E lasciano la bocca impastata - mi spiego? Dovete scolarvi un litro d'acqua per togliervi quella sensazione di je-ne-sais-pas-quoi dalla bocca.

Ok, continuiamo. E' dura lo so, ma manca poco alla fine...
Facciamo qualche passo indietro per rimbalzare come canguri nel candido reparto dei latticini (in genere non molto distanti dai formaggi, ovvio). 
Attenzione, penserete che qui potete cavarvela in 20 secondi.

Sbagliato. 

Chiunque abbia già visitato il reparto latticini di un supermercato francese sa di cosa parlo. 
Stavolta non ho fatto la foto panoramica per due motivi:
1) per pietà
2) perché la merce esposta non sarebbe MAi entrata nell'obiettivo. 
Vi mostro semplicemente 2 prodotti cardine della gastronomia francese. Attenzione: ora li guardate con sospetto, ma vi do massimo 2 anni di tempo per diventare dipendenti
  • Il fromage blanc, che non ha equivalenti in italiano (e che ricorda il Quark tedesco) ha un sapore acidulo e indefinibile ed è assolutamente fantastico per rendere cremosi i sughi senza aggiungere troppe calorie. Il cugino light della panna, per intenderci ;-)
  • La crème fleurette, base per preparare la panna montata (avete presente quella che si mette sulle fragoline, gnam). Non ho immortalato la crème fraîche perché la uso poco, ma inutile dire che è un gran classico ecc. ecc. ecc.
Non scalpitate: abbiamo quasi finito. Allora, cosa manca ancora nel carrello? Per dirla come mia nonna, un "pizzittino di pane". E qui casca l'asino. Pensate che il pane, essendo vagamente incolore e insapore, non rappresenti una vera e propria tentazione... 

Sbagliato.

Innanzitutto dovete decidere CHE pane comprare. Eh già, perché dovrete far fronte a carrellate di baguette di questa portata:

Però, per dirla tutta, io il pane non lo comprerei al supermercato ma in una boulangerie - volgarmente tradotta panetteria/forno. Non sbraitate: lo so che sulla lista verde avevamo scritto "pane non nella boulangerie". Ma voi, dopo tutta questa spesa e tutte le privazioni cui siete stati sottoposti, una viratina in panetteria ve la strameritate.
Adesso chiamate tutta la vostra concentrazione a raccolta: questo è il momento clou della spesa, il più rischioso in assoluto.  

Perché? 
Per il seguente concorso di circostanze:

State uscendo dal supermercato col carrello pieno, la bocca invasa da quantità abnormi di acquolina e vi dirigete a testa bassa verso la prima panetteria del quartiere. 
Ergo: avete pericolosamente abbassato la guardia, credendo che il peggio sia passato.

Sbagliato

Ecco perché:




Perché:
  • non solo troverete una boulangerie ogni 20 metri
  • non solo avranno tutte un assortimento da paura di pani diversi (noci, mais, cereali, 4 stagioni, 8 semi, ecc.)
  • non solo ne avrete per tutte le tasche (dalla più scrausa alla migliore, v. sotto)...
...MA perché in qualsiasi boulangerie degna di questo nome troverete una varietà altamente lipidogena dei seguenti prodotti:



E ora arriva la buona notizia: 
avete finito di fare la spesa. 

Uscite dalla boulangerie e depositate tutto in macchina. Siete allo stremo delle forze, psicologicamente provati e con l'autostima sotto i piedi (non solo avete sborsato 60€ più del previsto, ma le vostre scarpe sono vergognosamente bagnate di bava).
Decidete quindi di fare una passeggiatina per schiarirvi le idee. 
Mentre vagate fiacchi malinconici, con la vista annebbiata e lo sguardo umilmente rivolto verso il basso (anche per schivare le numerose crottes de chien), ecco che il vostro olfatto è imprigionato da un meraviglioso, infantile, fragrante effluvio. 

Alzate lo sguardo. La vedete. Realizzate. E urlate:
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
 
Basta. Non ce la fate più. 
Siete in ipoglicemia, iniziate a vaneggiare e vi sentite svenire dalla fame. Sì, fame, fame, fame, fameee. Anche se avete mangiato prima di fare spesa, io non ve l'ho voluto dire subito ma alla fine della spesa AVRETE UNA FAME PAZZESCA.

Guardate perciò il prodotto esposto e cedete con un misto di rabbia e lascivia all'ultima tentazione. Pagate l'ambulante - che avrà toccato i soldi e la crêpe con le stesse mani sudice - e divorate l'oggetto in questione a una velocità disumana
Quindi correte veloci verso la macchina onde evitare ulteriori, perigliose tentazioni olfattivo-visivo-tattili. 
Inforcate il volante per rientrare alla base e durante il rocambolesco tragitto prendete una decisione epocale: 
mai più spesa nei supermercati. 
D'ora in poi ordinerete tutto su Internet. 

Siete orgogliosi della risoluzione presa e, per premio, appena arrivati a casa vi concedete un ultimo, fantastico, liberatorio cioccolatino ripieno. (Eh sì la mamma ve ne aveva spediti una scatola da 50)

Dopodiché, vi afflosciate sul divano e vi addormentate beati - sognando con tenerezza il negozietto della vostra infanzia: quello con 20 prodotti appena, la negoziante con cui fare sempre una chiacchieretta e il forno dove passavate sempre con mammà: piccolo, mal illuminato e con un solo tipo di pane - rigorosamente cotto a legna.

 Bonne nuit. 

E buona spesa in Francia!

con solidale affetto, 
p@rpra






 

4 commenti:

  1. Mi hai fatto morire dal ridere! Quando vivevo in Francia il reparto piu' pericoloso per me era la "charcuterie"!!!! Adoro i pate di tutti i tipi e le meravigliose galantine estive di pollo, conigli, pesce eccetera che si trovano primavera/estate! Poi gli affettati, ne vogliamo parlare???!!!! In Italia non si trovano i pates, fois gras e la grande varieta' di galantine come in Francia. Qui negli Stati Uniti? Caliamo un velo pietoso..... :-(

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    1. Vanduzza cara, ripeto: vieni da me in Umbria e ti faccio vedere tutte le leccornie possibili immaginabili sul tema "salumi & Co"... baci, parpra :-)

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  2. Mi hai divertita :)!!! Però è vero, hai dimenticato il reparto salumi. Mio marito fa un détour di tipo 10km quando deve andare a fare la spesa, perchè il suo macellaio di fiducia gli ha detto che da Cora vendono un pâté fantastico...e non hanno torto. Cmq leggendoti ho capito che non sono state le 2 gravidanze a farmi prendere 15kg....è interessante il tuo articolo, noi abitiamo a strasburgo e facciamo la spesa in diversi posti: farina, cereali, prodotti per pulire, scottex etc da DM, latticini e uova da kaufland, verdure e pasta dal bio sotto casa, carne dal macellaio di fiducia. Bien à toi :)

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    1. Ciao e benvenuta sul blog :-)
      Avete delle catene tedesche che non esistono in Provenza (almeno, io non le ho mai viste)... ovvio, a Strasburgo! Comunque io faccio la spesa solo in 2 posti perché sono pigra: DIA e Géant Casino. Una volta a trimestre faccio un salto al Carrefour che ha un magnifico reparto formaggi, i salumi invece li evito come la peste altrimenti rischio veramente di "sforare" (in termini di peso, ehm). Ciao e alla prossima, un saluto dalla Provenza
      :-)
      Barbara

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