mercoledì 8 luglio 2015

Famolo facile - ossia come semplificarsi la vita




Consigli in pillole a chi, come l'Impattoscritta, tende a voler strafare in tutto e vive nello stress permanente. Tratti da L'Art de la simplicité di Dominique Laureau (disponibile anche in italiano su amazon). 
Lettura lieve & saggia, quasi da spiaggia.


I commenti in azzurro sono i miei, mentre ho evidenziato in rosa i punti essenziali - quelli che, secondo me, contribuiscono maggiormente ad aumentare la qualità di vita.

Rispondete innanzitutto a queste domande: 


  • cosa mi complica la vita?
  • ne vale la pena?
  • cosa mi rende felice?
  • è più importante essere o avere?

Consiglio dell'autrice: fatevi sempre delle liste!

Confermo e straconfermo il punto liste. Ma aggiungo malignamente che è anche una pubbicità strisciante a un altro suo libro - L'arte di fare liste. Furbizia legittima, per carità.


1 ) pensate sempre: sono io a possedere le cose, non loro me

Già, però non mi dite di applicare codesto pensiero a taluni oggetti tipo: gli orecchini regalati dalla zia Cosima, oppure la scrivania rosso fuoco fatta fare su misura da un artigiano ... non facile dài! 

2) optate per un mobilio monocromo. I colori affaticano la vista

Eh no cara Dominique. Qui non ci siamo. I love colours, sarà che sono una figlia dell'epoca Benetton? Se mi togli i colori che ci rimane? Nada de nada. 


3) abbondate con porte scorrevoli, ripostigli,  soluzioni salva-spazio

Giusto e stragiusto - aggiungo: più casa è vuota meglio è! E vuota non solo di oggetti - leggasi: cacciare ogni tanto coniuge&figli che se la godranno al parco mentre voi approfitterete del silenzio cosmico-armonico delle stanze. Mmm. 

4) fate una lista (aridaje) delle cose che non vi piacciono e buttatele

Una delle attività più catartiche in assoluto: buttare quello che non MI piace e trovo irrimediabilmente BRUTTO. Qualche esempio: le camicie di mio marito acquistate in Germania negli anni '90, i soprammobili della sua bisnonna, i calzini a pois del sempre malcapitato marito, eccetera eccetera eccetera. 

Quando lo faccio provo un piacere fisico, tanto che mio marito mi fa: "ma che hai fatto, hai le pupille dilatate".. e io "no chéri, ho appena guardato un film con Tom Cruise prima maniera. Mmm."

A dire il vero non le butto ma le regalo alla Croce Rossa - gesto da filantropa che mi procura una gioia quasi ecclesiastica.


 5) trasformate le attività di routine in esercizi di concentrazione

Ovvero concentratevi sull'attimo, non pensate né al futuro né al passato ma solo a quel momento preciso, vivendolo intensamente. 
State passando l'aspirapolvere? Concentratevi sull'immagine dei granelli intrappolati nel geniale elettrodomestico, sul loro passaggio attraverso il tubo e pensate con immensa gratitudine alla meravigliosa persona che ha inventato quell'arnese. Che bello.  

 6) fate una cosa per volta
Cioè NON cucinate, rispondete al telefono, postate su FB, scrivete una mail al cliente e compilate la to-do list contemporaneamente. Insomma: non fate come me, e avrete succe$$o.


7) mangiate solo cibi naturali

Fin qui ci siamo - preferisco spaccare un pomodoro e infilarlo tra due fette di pane piuttosto che mangiare cibi precotti. Che, oltretutto, mettono sete e non saziano. E contengono tutte le schifezze possibili e immaginabili. 
Il motto: no junk food, never.

8)  "sfoltite" l'agenda

Ossia tagliate con le persone che non vi danno nulla - in termini affettivi e/o intellettivi. Chiamasi relazioni sterili. Secondo me è uno dei punti più difficili - come troncare con persone che conoscete da anni anche se poi quando le vedete vi fanno stare tutt'altro che bene? Vedi al capitolo lamentosi & pessimisti cronici seguiti a ruota da disfattisti et sim. Difficile sia frequentarli che... non frequentarli più. 


9) non cercate di cambiare gli altri

Mi sta bene fintantoché "gli altri" non ingloba il coniuge. 
Nobody is perfect.

10) non aspettatevi niente dagli altri

Idem come sopra.
Sicuramente la più difficile da applicare, perché chi è esigente con se stesso lo è anche con gli altri. Già.


L'art de la simplicité
 Immagini prese da Internet


6 commenti:

  1. Anch'io ho cominciato a rendermi conto di queste verità negli ultimi anni, e condivido appieno quelle che hai sottolineato in rosa. Con l'ultimo trasloco ho cercato di liberarmi del più possibile, ma siamo comunque partiti con una quantità stratosferica di roba... Perciò ho stretto un patto col "coniuge", il principale responsabile dell'accumulo: qua non entra più niente che occupi spazio a meno che prima non ci liberiamo di qualcosa di inutile. Vedremo come va...

    PS: Mi hanno fatto ridere le parti sul coniuge, a quanto pare sono verità universali :)

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    1. Ciao Daphnae, sulle parti relative al "coniuge" ;-) a quanto pare la situazione si fa ancora più critica se il partner è straniero - cultural clash, oltre che conflitti logistici per la roba da tenere o gettare... io son diventata machiavellika e getto a sua insaputa. Dato che è distratto dopo 5 anni circa se ne esce con "ma quei calzini... ti ricordi quelli a pallini di quando giocavo a calcetto...ma dove sono finiti?" e io "ma quali dici? io non mi ricordo mica sai...".
      :-))))

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    2. Ahahahahah che ridere, è proprio così! :D Ma lui è tedesco vero? Che lingua parlate tra di voi per curiosità? :)

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    3. per tanti anni abbiamo parlato tedesco, poi nel 2009 ho avuto un raptus linguistico e l'ho minacciato: o si passa al francese (lingua neutra in territorio neutro) o smetto di farti il tiramisu.
      Ha funzionato.
      :-)

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    4. Mi pare giusto! Che carini! :) <3

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