lunedì 2 novembre 2015

Cucina&co - 7 cosucce imparate all'estero





Già, gli italiani più sciovinisti e pizzocentrici stentano a crederci, ma qualcosina in materia di libagioni si può imparare persino all'estero. Fermi tutti: ciò non toglie che siamo al top per quanto riguarda prelibatezze gastronomiche, qualità dei vini eccetera. Ma, fatemelo dire, qualcosa potrebbe anche esserci sfuggita... 

Ecco in 7 punti quello che, a mio parere, si potrebbe imparare dai nostri vicini tedeschi e francesi in materia di cucina&co.

Punto UNO:  
il vino rosso... non va messo in frigo. 
Ecco, già mi sembra di sentire zio Vivaldo, il vicino Ginezio e Pinuccio l'edicolante-che-conosco-da-27-anni sbraitare: "Ma che ne sanno i francesi? Noi il vino lo mettiamo sempre in frigo! Lo dice pure Carlo Cracco." (Mr Cracco io non c'entro nulla, io cito!).
cioè, siamo seri: mettereste davvero questa bottiglia di BENDIDIO in frigo? Io l'ho visto FARE... in Italy.

Ebbene no, ditemi voi il motivo per cui il vino rosso (che sta scritto anche sull'etichetta dietro, leggetela perbacco!) NON andrebbe degustato a temperatura ambiente. Ma si sa: noi italiani abbiamo convinzioni ferree, granitiche, per cui... quando sono in Italia lascio perdere e infilo le bottiglie in frigo - altrimenti... mi danno della francese. Tsé.

Punto DUE
l'uso del burro è... consentito dalla legge
Avete letto bene. Italiani dalla Toscana in giù (e umbri oliodolivadipendenti come me) lo so cosa state pensando: il burro lo usano solo i crucchi, i polentoni, gli aspiranti cardiopatici, gli antipatici e i futuri malati cronici. NO! Non è vero. Il burro va usato in certi contesti ben precisi, ossia quelli in cui l'olio d'oliva ha un sapore troppo forte e non si sposa bene con la vivanda in preparazione. 
Un esempio? I porri.Vi sfido a cucinarli con l'olio d'oliva. Poi ne riparliamo (se poi riusciate a sopravvivere alla puzza del porro in padella, questo è un altro paio di maniche).
grasso animale fonde in padella prima di accoppiarsi lascivamente & scivolosamente con porri a rondelle
 
Non è reato neanche stendere un velo di burro sul pane prima di adagiarvi l'affettato o il formaggio. A dire il vero, i miei figli pretendono il burro sul pane, sono proprio dei francesini cavolo! (Ma che rimanga tra noi)

Certo, non bisogna arrivare all'eccesso: tipo ho visto tedeschi mangiare pane e nutella con burro sottostante. Parliamoci chiaro: è come se mettessimo a soffriggere l'olio di palma su uno stratino di olio di semi. (Bleah)

formaggio ben rilassato = pronto ad essere addentato - thank U 23 gradi Celsius!

Punto TRE: 
il formaggio va tirato fuori dal frigo... una-due ore prima di degustarlo. 
Ah che pedante sono diventata! Mica 3 o 4: 2 massimo! Serve specificarlo? Questa cosa l'ho imparata in Francia. In Italia, che io sappia, non usa. In caso contrario sono disposta a stravolgere questo punto del post (sgrunf). 
Il motivo per cui il formaggio va degustato a temperatura ambiente? Per poterne apprezzare meglio il sapore, gli aromi, il profumo. Mi fermo qui perché sto scostumatamente inondando la tastiera di acquolina. 
e vorreste veramente azzannare codesto ben di Dio freddo-di-frigo? Che un fulmine vi kolga!
Punto QUATTRO:
è meglio usare... appositi attrezzi da cucina
Questa l'ho imparata in Germania, dove hanno la fissa del "per ogni mansione cuciniera il giusto elettrodomestico". Loro esagerano, certo, ma noi forse siamo troppo spartani
Taglia tu che taglio anch'io

Una cosa cui non so più rinunciare? Il tagliere. Mentre nella mia precedente vita italica tagliavo il pane mettendo il filone contro lo sterno e spingendo il coltello verso il torace con una posa da mezzadra post-medievale, ora non so più tagliarlo senza il... tagliere. Quando vedo parenti o amici italiani ripetere la stessa mossa simil-suicida grido "Altolà! Eccoti il tagliere e l'apposito coltello" (proprio come facevano con me i tedeschi all'epoca. Ora che ci penso dovrei preoccuparmi).


il mixer sta alla cucina come il capo nero all'armadio: va d'accordo con tutto e puoi sempre agguantarlo nei momenti di disperazione (oddio che cucino?/oddio che me metto?)

Punto CINQUE:
non è sanzionata dal CC (Codice Cuciniero) la disposizione di più vivande nel medesimo piatto. 
Aiuto, gli italiani mi guardano con aria compassionevole (della serie: lasciate ogni speranza voi ch'emigrate) tutte le volte che, senza neanche rendermene conto, oso avvicinare tre foglie di insalata a una bisteccuccia di manzo. Oppure una coscetta di pollo ruspante a un'allegra dadolata di patate arrosto. 
 
merluzzo aitante lietamente contornato da patatine civettuole (e limone terzo incomodo)

Ammetto candidamente che i primi tempi guardavo IO i tedeschi (o i francesi) con aria di superiorità. Pensando altezzosa: ma che ca4663o fanno!!
Adesso, se potessi, accanto alla coscetta di pollo ci metterei pure qualche spicchio di mandarino. 


Punto SEI:
è bene portare in tavola...le vivande calde
In Italia possiamo mangiare (pastasciutte ed espressi a parte) anche le pietanze a temperatura ambiente, vero peccato mortale per i tedeschi. Molti nostri amici di famiglia teutonici hanno addirittura lo scaldavivande, un aggeggino usato anche nei ristoranti asiatici dove si dispongono sotto delle candele e sopra le vivande - le due cose sono separate da una lastra di vetro. 
ecco la fin(accia) che potrei fare se presentassi una vivanda tiepida a tavola (Immagine presa da Internet)

Mio marito - per sua somma fortuna - non è per niente esigente a tavola, ma se gli presento una portata infreddolita abbassa le orecchie come un quattrozampe depresso. E con la coda tra le gambe si dirige verso il microonde latrando peggio di un cane abbandonato... V'ho detto tutto (bau).

Punto SETTE:
non sparate sulle tovagliette all'americana: sdoganatele!
Mi sembra già di vedere la faccia di mia madre la prima volta in cui mi vide "apparecchiare" la tavola con questi fantastici rettangolini di stoffa, spregiativamente denominati tovagliette all'americana. All'americana? Io direi "alla-tutto-fuorché-italiana". 

pezzi di eretica stoffa trascuratamente adagiati a mo' di tovaglia
Ma... ops! Colpo di scena: dalla regia mi comunicano che nel frattempo anche gli italiani, diventati pericolosamente pragmatici, si stanno pian piano convertendo a tale desueto articolo di biancheria per la casa. Attenzione però a non esagerare e raggiungere il limite del cattivo gusto estero: ergo, l'uso della tovaglietta di PLASTIKA
muti come pesci... sto per farvi una rivelazione SKOTTANTE

E ora vi confesso una cosa, ma che rimanga tra di noi: io uso solo tovagliette di plastica!! E vi dirò di più: le tovaglie di stoffa le estraggo dal comodino della sala solo ed esclusivamente nelle seguenti occasioni: 
  1. feste comandate
  2.  compleanni
  3. inviti a cena di VIP
  4. passaggi di Papi
Che? Come? Hanno appena suonato alla porta... l'ufficio passaporti dell'AIRE di Marsiglia... NOOOO!! Vogliono togliermi il passaporto italiano...NOOOO!!! Una soffiata!!!!



ECCHECAVOLO!!!!!! Ma uno non può raccontarvi proprio niente eh!!!

 

2 commenti:

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