giovedì 14 gennaio 2016

ecco Weihnachten - il fatato, fatale tedesco Natale!



Lo slogan del Natale tedesco?
Schmücken, schlecken und bescheren!
addobbare, gozzovigliare e scambiarsi regali!

Lo so, lo so: non ne potete più di sentir parlare di palline e varie abbuffatine. 
Tranquilli, neanch'io. Ma se avete un'anima bambina non potete NON amare il Natale tedesco: il fatato, fatale Weihnachten.


Questo Natale 2015 sarà stato a occhio e croce il mio XII Weihnachten, eppure - anche stavolta - ho respirato quell'atmosfera magica come se fosse stata "the first time": un incantesimo che coinvolge tutti i sensi, seguito da vertiginoso nonché biochimicamente certo aumento del girovita.
(con conseguente rinnovo del guardaroba dalla cintola in giù).

Ma andiamo per gradi: 18 esatti. Ecco il cielo che ci accolti quest'anno - teutonicamente bigio, ma con temperature del tutto inaspettate. Aria tiepidina, sì, ma con atmosfere da Nosferatu.

No, non è l'ambientazione di una di quelle trasmissioni trash tanto in voga su RTL2 - che so, "Casi di ordinaria antropofagia nell'area renana" - bensì il paesello in cui abitano i miei suoceri: si chiama Kordel ed è a 15 minuti di auto dal Lussemburgo e da Treviri (Trier). Una zona molto rinomata per i suoi vini Riesling; purtroppo non ho una foto della cave di mio suocero - ne ha circa un migliaio, quasi tutti bianchi e secchi, ma essendo morbosamente geloso della sua collezione si apposta giorno e notte - calice alla mano - a sorvegliare il prezioso tesoro vitivinicolo.
Ma bando alle ciance: iniziamo col primo imperativo crucco-natalizio, ovvero...

Schmücken!
(addobbare)
Arrendiamoci: Germans do it better - non mi credete? 
Fatevi un giretto in due posti e poi ne riparliamo: 
1- i mercatini di Natale
2- le case, dentro E (soprattutto) fuori!

Qui sotto siamo al mercatino/mercatone di Trier, Treviri, nella Renania Palatinato - posto che diede i natali a Karl Marx e, soprattutto, città più antica della Germania. E quando dici antico dici romano, e quando dici romano stai pur certo che i tedeschi gonfiano il petto beandosi teneramente - exit Bunga Bunga e Cioccioline varie, in quel momento si senton piccini piccini davanti a noi Spaghettifresser.  

Warum? Perché Romano = civitas, lex, diritto, insomma: città di origine romana = riscatto da un passato (remoto ma vivo) fatto di barbarie, grotte neanderthaliane e latte di cavalla a mo' di coperta termica - usanza longobarda certificata.

 
Tornando ai mercatini: un inconveniente non trascurabile è l'onnipresente odore di cannella & fritture varie che ti entra nel naso/cervello/fibre dei tessuti... a questo punto dubito che non entri anche nei cromosomi perché mio marito che è tedesco continua a ripetere che "non si sente nessun odore particolare nei mercatini tedeschi". 
Il che equivale a dire: ma no, certo che esiste l'asino che vola.


Questa abbondanza di palle in esposizione potrebbe risvegliare degli insani istinti: ogni volta sto lì lì per estrarre il portafoglio quando, me miseram, grazie a un penultimo briciolo di assennatezza metto a fuoco il prezzo medio di tal deliziosi oggetti: - 25 €. 

Insomma: o siete in vena di contrattazioni e proponete un bel tre per due, oppure lasciate perdere. 
A proposito: mai credere che non si possa negoziare coi tedeschi, MAI. Anzi, li farete divertire un mondo (un italiano che tira sul prezzo è per loro una vera botta di adrenalina).

eh sì che la terza palla da destra si sposerebbe perfettamente col quinto ramo del mio albero in nylon


Ecco trenini, stelline, paperine, pupazzetti, anatroccoli e lucine varie - teneramente disposte allo scopo di invogliare il portafoglio ad aprirsi a fisarmonica.


E un giretto sulle giostre no?
E un bel tour rigenerante al centro commerciale in mezzo a una folla impazzita & impuzzolita?
Festivamente provato: i tedeschi hanno le palle grandi.

 
il Duomo di Treviri

Ma passiamo dal giro mercatini al tour di ricognizione delle case (Haustour)!
Del resto siamo ancora nella fase dello schmücken, (addobbo compulsivo prenatalizio). Qui ne vedrete delle belle, e ve lo dico con un filin di voce unito a vergogna mista in punta di dita: osservando l'esterno delle case teteske ho provato spesso inconfessabili istinti cleptomani...!
Mini digressione culturale: dovete sapere che i tedeschi si scatenano sotto Natale in modo direttamente proporzionale alla frustrazione che provano durante tutto il resto dell'anno. Diventano dei bambinoni con le guance rubizze (complice il Glühwein, l'ottimo vin brulé) e danno libero corso alla fantasia. 
E credetemi: niente di più pericoloso di un tedesco che decide di scatenare la propria fantasia!
- Ehi omino giallino, dove hai messo la colla Vinavil per incollare omino blu?
- Chiedi a omino verde ché io sto dissezionando omino rosso.
Risultato: il popolo oppresso da leggi, regole e cavilli della serie ti-dico-pure-come-fare-pupù, sotto Natale riscopre la propria anima fanciullina che gli ordina di imbastire, incollare, impiastricciare e progettare addobbi fai da te con una dedizione assolutamente sorprendente. 
guardate qua: non vi sembra già di vederla, la Frau over 35 che esce di casa col ciabattone, le guance rosso fuoco e un bel bisturi da bricolage tra le manone?

E vi avverto: difficilmente vedrete un tedesco comprare decorazioni natalizie già fatte e pronte da appendere: loro si dilettano a creare vere e proprie installazioni da giardino/davanzale... degne di un catalogo anni '50. (Eh già perché parliamoci chiaro, in Italia neanche la casalinga di Voghera si sognerebbe più di perder tempo a far fronzolini del genere in attesa di Babbo Natale.)



ma dove vai se il ceppo non ce l'hai? 


e perché i vari davanzalini coreografici? SO CUTE.
  
E passiamo al secondo punto, il più pericoloso del Weihnachten: lo...
Schlemmen 
 (gozzoviglia)

 
Oplà! 
Facciamo un balzo indietro: eccoci ritornati al mercatino di Natale che - tanto per rendersi conto della portata olfattivo/visiva - può snodarsi anche per chilometri lungo il centro storico. Qui vedete i famigerati dolcetti a base di frutta secca e spezie, i Lebkuchen - che trovate praticamente ovunque & comunque. Personalmente, non sarei capace di mangiarne uno neanche sotto tortura, ma si vocifera di gente che ne va ghiotta...
 

Se invece come me propendete per il salato e vi siete già rassegnati a lavare tutti gli indumenti che portate perché impregnati fino all'ultima molecola di grasso, vi consiglio caldamente una capatina al chioschetto dei Flammkuchen - focacce con panna (l'irrinunciabile Sahne), pancetta affumicata e una dose extra di cipolle unte&sbisunte. Pare che esista anche una versione dolce - indovinate con cosa? 
(N..E.LA)



Quindi potreste avere un languorino residuo e volervi appropinquare con fare furtivo al chiosco dei Langos. (frittelle salate o dolci simili alle pizzole umbre - qui un esemplare nutello-ungherese). 

Intrigata dal nome esotico, non ho resistito: ho dovuto intervistare la nerboruta signora e chiederle da quale Bundesland venissero codeste meraviglie. La matrona mi ha risposto con accento transilvano: "dall'Ungheria". Mia suocera ha poi confermato che il chiosco dei Langos è una vera e propria istituzione del Weihnachtsmarkt renano.

Barbara Impat alle prese con un rigagnolo di Nutella - misteriosamente giunto fino al calzino


Ma in Germania anche le vetrine delle pasticcerie (Konditorei) non scherzano. Guardate questa bella robina - al secolo Stollen, ghiottoneria a base di frutta secca e canditi.

Comunque non ci piove: dal punto di vista culinario la cosa più originale in assoluto del Natale tedesco sono i famigerati Plätzchen. Trattasi di biscottini iperburrosi che le tedesche - tutte, e scommetto che persino Angela ha la sua collezione segreta di ricette - iniziano a preparare verso il 10 dicembre per poi conservarli religiosamente in scatoline carine dai  motivi naif. 
Obiettivo: la scorpacciata della Vigilia.

Mia suocera ne fa di tanti tipi diversi (una dozzina circa) e li mette in suddette scatole decorate con motivi natalizi, aggiungendo la buccia di una mela perché rimangano fragranti. 
Ecco un vassoio (ahimè) quasi giunto agli sgoccioli:
il peggior dispetto che potete fare a una tedesca sotto Natale è gettare impietosamente nella pattumiera il frutto di tanto amorevole lavoro. (Oppure non assaggiarne nemmeno uno).

E passiamo ora al punto 3, la...

Bescherung  (scambio dei regali)
La fase antropologicamente più interessante del Natale tedesco inizia la sera del 24 dicembre. Immaginate la situazione: i neo fanciullini hanno fatto una bella scorpacciata di roba al mercatino, bevuto una quantità di Glühwein sufficiente a drenare 3 vesciche e acquistato una discreta quantità di regali. 
Con le membra provate e la panciona tesa tornano a casa, dove la Frau avrà provveduto ad addobbare l'albero di Natale, nonché disposto religiosamente i regali sotto all'abete (rigorosamente vero: Achtung!! Per un tedesco l'albero finto sta a quello vero come per noi una brodaglia all'americana sta all'espresso servito da Clooney avvolto da una minifoglia di fico).
i famigerati davanzali-serra tedeschi - 
nella fattispecie quello della sòcera

peccato che non si veda, 
ma sotto al nostro albero di Natale deutsch c'erano oltre 130 regali!

A questo punto vi chiederete: ma com'è questa storia dei mille e un regalo
Ma che fanno un mutuo natalizio? 

Ora vi spiego: i tedeschi, notoriamente tendenti al tirchio, adorano scambiarsi regali per Natale (e per codesta azione hanno addirittura inventato un bel verbo: bescheren = scambiarsi i regali di Natale. Achtung! Che un fulmine vi colga se usate lo stesso verbo a Pasqua o per il compleanno!). 

Non solo in ambito familiare, ma anche tra vicini, colleghi, amici, il bon ton prevede lo scambio di regalini: spesso cose fatte a mano - i Plätzchen di cui sopra, candele profumate e colorate, sciarpe, oggettucoli  a volte kitsch ma creati versando lacrime sudore & sangue

schnell einkaufen - schnell einkaufen - schnell einkaufen  - schnell einkaufen 
(facciamo shopping di corsa)


Non solo: anche il modo di scambiarsi i regali è diverso dal nostro. E tenete bene a mente questa parola magica: Bescherung (lo scambio dei regali di Natale). Occhio: sopra avevamo il verbo, ora abbiamo il sostantivo. 
Ricordatevi questa parolina perché la sentirete spesso; infatti alle ore 20 del 24 dicembre c'è un gran fermento nella terra di Angela: oltre 80 milioni di bocche pronunciano eccitate una e una sola frase:  

Bald fängt die Bescherung an! 
Tra poco ci scambiamo i regali di Natale!

Teneri.

A tale frase segue un sorsone di Glühwein e un morso neanderthaliano al Flammkuchen (o ai Plätzchen) perché si sa, anche scartare/porgere scatolette infiocchettate richiede un certo dispendio energetico. 
E come avviene lo scambio dei regali? Anche qui ci comportiamo diversamente da loro:
  • Un italiano che riceve un regalo distrugge la carta arrivando a usare le fauci pur di aprire la confezione e arrivare al punto: il contenuto del pacchetto. Poi esclama tutto contento "Belloooo grazieeee" con enfasi pavarottiana abbracciando, palpando e scuotendo affettuosamente (o rabbiosamente? dipende dal regalo!) la persona che glielo ha fatto.
  • Un tedesco che riceve un regalo risponde con tono gutturale "Dankee", sorride nella migliore delle ipotesi, emette una specie di grugnito di piacere, poi soppesa il pacchetto e, mentre voi non ce la fate più ad aspettare, cerca sadicamente di indovinarne il contenuto, cambia discorso, quindi - con estrema & estenuante lentezza - strappicchia la carta per poi osservare l'oggetto con il piglio scientifico di un analista di laboratorio. Quindi emette un solo & sincero verdetto: Ach ja, vielen Dank. (ah, grazie mille).
  •  
Allora sto' regalo! C'era Monti al governo quando hai iniziato a scartarlo!
    Ma la cosa più bella è quando ci sono di mezzo i bambini
    Come dicevo, questo Natale c'erano sotto l'albero oltre 13o regali per 8 bambini. Vi dico solo che mia suocera ha iniziato ad agitarsi attorno all'albero verso le sette di sera e lo scambio-scartamento è iniziato alle 20. 
    Protraendosi fino all'ora in cui Gesù Bambino non ha emesso il primo vagito.
ore 23: "mamma guarda che bello il regalo numero 34 della cuginetta numero 12!"
    Certo, i regali sono spesso oggettini poco costosi - ecco che si arriva facilmente a una dozzina di pacchetti a pargolo - ma dietro ogni Geschenk c'è sempre uno studio approfondito. Il tedesco infatti non ama regalare tanto per farlo: sceglie sempre accuratamente cosa offrire e acquista in modo konsapevole
    Anche una banale biro sarà comunque la biro adatta a te, di un colore+formato+foggia scientificamente basati su un precisissimo concetto di marketing mix:
(Prodotto) + (Prezzo) + (Punto Vendita) + (Promozione)

E io cos'ho ricevuto per Natale? Diciamo che tra adulti ci si scambia poche cose, noi facciamo una mini Bescherung. Un regaluccio però mio marito me l'ha voluto fare: eccolo.


Un uccellooo!? Ecchevordì?
"Du hast wohl einen Vogel!" - 
"Hai proprio un uccello!" ... che in tedesco significa "non hai tutte le rotelle a posto"

Ve l'avevo detto no? Il marketing mix!
:-D
.

kruccamente vostra, 
p@rpra

5 commenti:

  1. Ho amato quell'atmosfera e mi manca tantissimo! @ragionierugo

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  2. :-D L'ideale sarebbe viverci solo in quel periodo lì! Baci....parpra

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  3. Bell'atmosfera davvero!Interessante l'idea di tanti piccoli regali piuttosto che uno grande e costoso!Dal prossimo Natale la metto anch'io in pratica! :)
    Mi devi un caffè,eh! ;)

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  4. Bell'atmosfera davvero!Interessante l'idea di tanti piccoli regali piuttosto che uno grande e costoso!Dal prossimo Natale la metto anch'io in pratica! :)
    Mi devi un caffè,eh! ;)

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    Risposte
    1. Grazie Romeo! Con un nome così devi amare per forza il Natale tedesco ;-)) Comunque sì, quando passi a Aix batti un colpo che ti faccio un bel caffè di quelli ristretti. Ciao!!

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