sabato 22 aprile 2017

perché il Front National potrebbe vincere le elezioni - intervista a G. Lardeux





Alla vigilia del primo turno elettorale delle presidenziali francesi, sono riuscita a intervistare* Gwendoline Lardeux: docente di diritto all'Università di Aix-en-Provence, Gwendoline - che conosco dal lontano 2005 - è un'attenta osservatrice della realtà socio-politica del suo Paese, nonché un'appassionata di storia.

Buongiorno Gwendoline, il primo turno delle elezioni presidenziali francesi si terrà domenica 23 aprile; il secondo il 7 maggio. In un Paese duramente colpito dal terrorismo come la Francia, l'Europa si chiede se il Front National riuscirà a passare il secondo turno. Qual è il tuo pronostico, e quali motivazioni ci sono dietro al voto per l’estrema destra?
Stando ai sondaggi la risposta è, chiaramente, sì. Del resto, non sarebbe la prima volta poiché nel 2002 Jean-Marie Le Pen arrivò al secondo turno, essendo stato eliminato il candidato socialista di allora (Lionel Jospin). D’altronde, l’elettorato del Front National sembra essere molto fedele, e quindi poco tentato di esprimere un voto a favore di un candidato della destra tradizionale che potrebbe vincere al secondo turno. Bisogna dire, tuttavia, che gli istituti di sondaggio si sbagliano di molto sui risultati elettorali. Non capisco quindi perché dovremmo considerarli oracoli…   

"La cultura musulmana è molto forte, e l’Islam si definisce, fin dall’inizio, contro il cristianesimo."
Le motivazioni del voto per il FN sono molteplici. Ne individuo principalmente due: 
1) la situazione di stallo in cui si trova l’economia francese e l’alto tasso di disoccupazione: il che spiega d’altro canto il programma economico di Marine Le Pen, che è un programma di estrema sinistra. La candidata del FN si rivolge infatti ai francesi che si sentono socialmente ed economicamente "declassati".  
2) Il comunitarismo musulmano e, più precisamente, la vigliaccheria e i compromessi degli attori politici tradizionali nei loro confronti. Sappiamo bene che molti amministratori comunali hanno acquistato la pace civile delegando il problema della sicurezza agli islamisti; e i politici socialisti sono i primi ad averlo fatto, poiché sono i primi a contare sul voto dei musulmani (i quali voterebbero al 95 % per la sinistra). 


Un corollario: molti francesi, nei quartieri più poveri, non si sentono più ascoltati né compresi dalla classe governativa, sempre più distante dalla realtà. I rappresentanti del popolo vivono sotto una campana di vetro, protetti dal denaro e dal dorato network cui appartengono. Fanno continuamente la morale dicendo che “non va bene votare per il FN”, ma non cercano di capire il motivo di questo voto - per la semplice ragione che essi stessi ne sono la causa…




La Francia e i musulmani – rapporti tesi, comunitarismo, mancanza di comunicazione. Cosa avrebbe potuto fare la Francia, e non ha forse fatto, per favorire l’integrazione dei musulmani nella società? E cosa avrebbero potuto fare i musulmani, e forse non hanno voluto fare, per integrarsi nella società francese? 
La xenofobia nei confronti degli algerini e degli altri maghrebini che vennero a lavorare in Francia a partire dagli anni ’60 è realmente esistita. Ma la mia considerazione personale è che la xenofobia sia una reazione naturale dei popoli nei confronti dell’arrivo di un consistente numero di stranieri. Nessuno dei popoli che emigrarono in Francia sfuggì alla xenofobia: basti pensare ai portoghesi (con la caricatura del portiere), gli spagnoli (accolti molto male con i repubblicani), i polacchi (trattati da Polak), gli italiani (considerati macaroni). Ciononostante, questi stranieri si sono integrati tutti, perché la xenofobia cessa di esistere in modo naturale al sopravvenire di due fattori: l’integrazione culturale e la partecipazione alla vita economica del Paese. 

 "Angela Merkel ha aperto le porte a un milione di migranti, su richiesta delle imprese, per consentire un abbassamento dei salari."
 



Il fallimento dell'integrazione musulmana è dovuto in parte al fatto che, per la prima volta, in Francia c'è stata una forte immigrazione di popoli non cristiani. E la cultura musulmana è molto forte, mentre l’Islam si definisce, fin dall’inizio, contro il cristianesimo. Il suo sistema di valori è quindi profondamente diverso, per non dire diametralmente opposto, a quello della società francese: l’Islam non riconosce né la libertà, né l’uguaglianza, né la fraternità. Naturalmente, ciò non significa che molti di loro non siano perfettamente integrati nella nostra società, tuttavia il dogma della loro religione è incompatibile con la cultura francese - figlia della filosofia greca, del diritto romano, della religione cristiana, della filosofia cartesiana e illuminista. 



Poi le difficoltà economiche della Francia, che iniziarono con lo choc petrolifero degli anni ’70, hanno toccato soprattutto questa fascia della popolazione poco scolarizzata. Ciò, in concomitanza con una politica catastrofica iniziata da Giscard che ha incoraggiato l’insegnamento dell’arabo nella scuola primaria affinché – come disse espressamente –  i bambini maghrebini non recidessero i "legami con la cultura d’origine". In realtà avrebbe dovuto fare esattamente il contrario...

Sempre nel campo dell’insegnamento, è a partire dagli anni ’70 che la scuola pubblica francese perde il suo status di eccellenza, contestando l’autorità degli insegnanti in nome del culto dell’alunno al quale non si deve trasmettere nulla per non limitarne la libertà. Il risultato è che, oggi, nei testi scolastici non sono presenti quei personaggi che hanno "fatto" la Francia, mentre vengono sottolineati solo gli aspetti negativi della nostra storia. Eppure, la scuola aveva consentito ai figli di immigrati di diventare avvocati o medici, insomma di elevarsi socialmente


La politica applicata ai centri urbani è stata rimessa in causa, portando alla decisione di mettere tutti gli stranieri negli stessi quartieri, il che naturalmente non ne ha favorito l’integrazione. 
Infine, l’islamismo è favorito anche da alcune scelte fatte dalla società francese, e che sono quelle della società occidentale in genere: il ricorso indiscriminato all’aborto, il matrimonio omosessuale, la promozione costante della trasgressione, lo spirito libertario.




"Se l’estrema destra vince le elezioni, sarà la fine dell’Europa" recita il ritornello. Cosa ne pensi (di questa affermazione e dell’Europa)? 
Questo tipo di affermazioni mi indispone!!! È semplicemente il ricatto che i politici tradizionali usano nei confronti del popolo per convincerlo a votare per loro, nonostante abbiano dimostrato – e da molto – la propria incompetenza. Sono le affermazioni del tipo: «Attenzione! O noi o il caos». Ma ancora una volta sono gli stessi politici all’origine della situazione attuale che alimenta il voto al FN. 


D’altro canto, quando i fautori dell’Europa parlano di Europa non precisano mai a quale Europa si riferiscono. Il popolo, disprezzato dalle élite, ha finito per capire che si trattava di costruire un’Europa senza di loro poiché l’ideologia europea dominante è quella dei mercati, della libertà economica assurta a dogma politico, della "globalizzazione felice" tesa a schiacciare i più deboli cercando di mettere gli Stati in disparte. 

Macron ne è l’immagine lampante: egli è d’accordo con la politica di Angela Merkel che ha aperto le porte a un milione di migranti, su richiesta delle imprese, per permettere un abbassamento dei salari. Macron propone di fare la stessa cosa una volta eletto! Lui, secondo il quale la cultura francese "non esiste"…

In definitiva, se al secondo turno si trovassero faccia a faccia Macron et Le Pen, ci troveremmo a dover scegliere tra la causa e l’effetto, tra il microbo e la malattia...



Fillon, Le Pen, Macron, Mélenchon, Hamon – potresti descrivere ciascun personaggio con tre aggettivi? 
Hamon: incolore, inodore e insapore. Apparatchik del Partito Socialista dall’età di 18 anni… 
Mélenchon: demagogo, sprezzante, “stupido e cattivo” (lo hanno soprannominato così negli ambienti politici). 
Macron: ambizioso, ipocrita e bizzarro (va a letto con “sua” madre: insomma, è ancora nella fase edipica). 
Le Pen: vicina alla gente (la sola nell’arena politica francese), demagoga, pericolosa. 
Fillon: riservato, coraggioso, determinato. Il solo che osi dire la verità sulla reale situazione della Francia.


Sei libera di non rispondere, ma siamo curiosi di sapere chi voterai. 
L’avrai già capito: François Fillon.  


Grazie per l’intervista e buon lavoro!
 

immagini prese da internet

  

*INTERVISTA ORIGINALE IN FRANCESE: 
 
Bonjour Gwendoline et merci pour ta disponibilité.
Le premier tour de l’élection présidentielle en France aura lieu le dimanche 23 avril 2017. Le deuxième tour se déroulera le 7 mai. Dans un pays durement blessé par le terrorisme comme la France, l’Europe se demande si le Front National passera le premier tour. Quel est ton pronostic ? Quelles seraient les motivations du vote ?
D’après les sondages, la réponse est clairement oui. Ce ne serait pas inédit d’ailleurs puisqu’en 2002, Jean-Marie Le Pen était au 2nd tour, le candidat socialiste de l’époque – Lionel Jospin – ayant été éliminé dès le 1er. Par ailleurs, l’électorat FN semble être très fidèle et donc peu tenté par le vote utile pour un candidat de la droite traditionnelle qui seul pourrait gagner au 2nd tour.
Maintenant, cela fait de nombreuses années que les instituts de sondage se trompent de beaucoup sur le résultat des élections. Je ne comprends d’ailleurs pas pourquoi on continue à traiter les sondeurs comme des oracles…
Les motivations du vote FN sont très certainement multiples. J’en vois deux principales :
Le décrochage économique de la France et le chômage massif : ceci explique d’ailleurs le programme économique de Marine Le Pen qui est un programme d’extrême-gauche. La candidate FN s’adresse aux Français déclassés socialement et économiquement.
Le communautarisme musulman et, plus précisément, la lâcheté et les compromissions des hommes et femmes politiques traditionnels à l’égard de celui-ci. On sait que dans les villes, nombres d’édiles ont acheté la paix civile en déléguant la sécurité aux islamistes et les élus socialistes sont les premiers à l’avoir fait car ils comptent beaucoup sur le vote musulman (on dit que les musulmans votent à 95 % à gauche).
Un corollaire : nombre de Français, dans les quartiers les plus modestes, ne se sentent plus écoutés ni compris par des élus nationaux qui sont de plus en plus éloignés de la réalité. Ils sont dans leur bulle, bien à l’abri de leur argent et de leurs réseaux. Ils font la morale continuellement en disant que voter FN, ce n’est pas bien mais ils ne traitent pas les causes de ce vote, tout simplement parce que la cause, c’est eux…

La France et les musulmans –rapports tendus, communautarisme, manque de communication. Qu’est-ce que la France aurait pu faire et n’a peut-être pas fait pour intégrer les musulmans dans la société ? Ou bien : qu’est-ce que les musulmans auraient pu faire (et n’ont peut-être pas voulu faire) pour s’intégrer dans la société française ?
La xénophobie à l’égard des Algériens et autres maghrébins, qui sont venus travailler en France à compter des années 60, a été réelle. Mais je considère personnellement que la xénophobie est une réaction naturelle des peuples face à l’arrivée massive d’un groupe de population étranger. Aucun n’y a échappé : les Portugais (avec la caricature du concierge), les Espagnols (avec les Républicains très mal accueillis), les Polonais (traités de Polak), les Italiens (traités de macaroni). Pourtant, toutes ces populations se sont intégrées. Car la xénophobie cesse naturellement sous la conjonction de deux facteurs : l’intégration culturelle des étrangers et leur participation à la vie économique du pays.
Avec les musulmans, ce qui a échoué pour certains d’entre eux, c’est l’intégration culturelle car, pour la première fois, c’étaient des non-chrétiens qui s’installaient massivement en France. Et la culture musulmane est une culture très forte tandis que l’islam s’est défini, dès le début, contre le christianisme. Son système de valeurs est donc profondément différent, pour ne pas inverse de celui de la société française : l’islam ne reconnaît ni la liberté, ni l’égalité, ni la fraternité. Cela ne signifie pas évidemment que nombre de musulmans ne se soient pas parfaitement intégrés mais le dogme de leur religion est incompatible avec ce qu’est la France, née de la philosophie grecque, du droit romain, de la religion chrétienne, de la philosophie de Descartes et des Lumières.

Puis, les difficultés économiques de la France, qui commencent avec les chocs pétroliers du début des années 70, ont touché en premier ces populations peu diplômées.
Ceci a été concomitant avec une politique catastrophique initiée par Giscard qui a encouragé l’enseignement de l’arabe dans les écoles primaires afin, expressément, que les enfants maghrébins ne soient pas coupés de leur culture d’origine. Tout l’inverse de ce qu’il aurait fallu faire… Toujours dans le domaine de l’enseignement, c’est à compter des années 70 que l’excellence de l’école républicaine est perdue de vue : contestation de l’autorité des professeurs, culte de l’élève à qui on ne doit surtout rien transmettre pour ne pas brider sa liberté et, aujourd’hui, dans les manuels scolaires, oubli de tous ceux qui ont fait que la France a été grande au seul profit des aspects négatifs de notre histoire. Or l’école est ce qui avait permis à des enfants d’immigrés de devenir médecins ou avocats, bref de s’élever dans l’échelle sociale.
La politique de la ville est également en cause qui a consisté à mettre tous les étrangers dans les mêmes quartiers des mêmes villes ce qui évidemment ne favorise pas l’intégration.
Enfin, l’islamisme est encouragé par les choix de la société française elle-même, qui sont ceux de la société occidentale en général : recours massif à l’avortement, mariage homosexuel, promotion constante de la transgression, libertarisme…

Si l’extrême droite remporte les élections, ce sera la fin de l’Europe » entend-on souvent dire. Qu’est-ce que tu en penses (de cette affirmation et de l’Europe).
Ce genre de propos me hérisse !!! C’est tout simplement du chantage que les politiques traditionnels brandissent face aux peuples pour les convaincre de continuer à voter pour eux qui ont pourtant depuis longtemps prouvé leur incompétence. Ce sont des propos du genre : « attention ! C’est nous ou le chaos ». Mais, une fois encore, ce sont ces politiques qui sont à l’origine de la situation actuelle qui nourrit le vote FN.
Par ailleurs, lorsque les partisans de l’Europe parle d’elle, ils ne précisent jamais de quelle Europe il s’agit. Or, les peuples, si méprisés par les élites, ont fini par comprendre qu’il s’agissait de construire l’Europe sans eux car l’idéologie européenne dominante est celle du marché, de la liberté économique comme dogme politique, de la « mondialisation heureuse » dont on sait qu’elle écrase les plus petits en cherchant à écarter les Etats.
Macron en est l’illustration flagrante : il est d’accord avec la politique de Merkel qui a ouvert les portes de l’Allemagne à 1 million de migrants, sur demande du patronat, pour faire baisser les salaires. Macron propose de faire la même chose s’il est élu ! Lui pour qui la culture française n’existe pas…
En définitive, si le 2nd tour oppose Macron et Le Pen, on aura le choix entre la cause et l’effet, entre le microbe et la maladie...

Fillon, Le Pen, Macron, Mélenchon, Hamon – pourrais-tu décrire chaque personnage politique avec trois adjectifs ?
Mes choix sont évidemment très subjectifs…
Hamon : incolore, inodore et sans saveur. Apparatchik du PS depuis l’âge de 18 ans…
Mélenchon : démagogue, méprisant, « grand méchant con » (c’est comme cela qu’il est surnommé en politique).
Macron : ambitieux, hypocrite et bizarre (il couche avec « sa » mère quand-même ; œdipien alors aussi…).
Le Pen : proche des gens (la seule en politique française), démagogue, dangereuse.
Fillon : secret, courageux, volontaire. Le seul qui ose dire la vérité sur la situation réelle de la France.


Tu es libre de ne pas répondre, mais on voudrait savoir pour qui tu voteras.
François Fillon. Tu l’auras deviné…



Merci pour cette interview et bon travail.

 



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